Non ho voglia!

maf“Lo so, dovrei; ma non ho voglia. Mi do per sordo, mi raggomitolo, divento ispido: nessuno deve permettersi di toccarmi. La freccia della chiamata, esattamente mirata, si spunta su di me. Ho una pelle dura, una pelle ben ingrassata; su di essa scivola il richiamo come acqua su piume di anitra. Mi rifaccio ai miei diritti, garantiti molto in alto, in forza della natura che ho ricevuto, che io sono, in forza degli impulsi e delle abitudini radicatesi in me che vogliono vita e sviluppo. Che nessuno mi contesti questi diritti, neppure in alto loco. E se qualcuno osasse tentarlo, deve saperlo: non ho voglia” (H.U. von Balthasar, Il cuore del mondo).

“Non ho voglia!”… accade, e come se accade!
Accade cioè di vivere alcuni momenti di insofferenza, quasi un grido di rabbia strappato alle innumerevoli fatiche quotidiane. Nessuno può dirti nulla (chi si permetterebbe… anche per un evidente motivo di incolumità personale!!!), e tu non vuoi dire nulla. Basta! Chiuso per ferie… anzi no… per sempre!

Scherzi a parte (se davvero di scherzi si tratta!) in questo esempio, tratto dalla vita quotidiana, viene fuori tutta la nostra fragilità umana e il desiderio di trovare pace nel proprio cuore. Il brano prima proposto descrive le obiezioni che talvolta poniamo davanti al mistero della vocazione cristiana. “La freccia della chiamata, – afferma von Balthasar –  esattamente mirata, si spunta su di me”. La nostra pelle è davvero dura, i muscoli si tendono per difendere le nostre misere certezze (conquistate nel corso degli anni) dagli amorevoli “attacchi” di un Dio ostinatamente innamorato di noi.

Nessuno potrà contestare questi diritti, nemmeno Dio! Lo sa bene anche lui quanto testardi siamo, però ci ama e non mollerà così facilmente!!!

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