Putin: il Compagno don Camillo

«E soprattutto non vi azzardate a raccontarmi un’altra delle vostre stramaledette calunnie sulla vostra Russia. Io voglio continuare… a credere alla mia!», diceva Peppone a don Camillo in uno degli ultimi episodi della celebre saga diretta da Luigi Comencini e tratta da alcuni racconti di Giovanni Guareschi. Nessuno, 24 anni fa – quando ancora il “Berliner Mauer” era il simbolo della cortina di ferro, la linea di confine europea tra la zona d’influenza statunitense e quella sovietica durante la guerra fredda – avrebbe mai immaginato il leader del Cremlino disposto a prendere posizione a favore della famiglia adducendo, peraltro, motivazioni etico-morali.
In questi giorni, infatti, il Presidente della  Federazione Russa, Vladimir Putin ha fatto sapere che non intende concedere eventuali adozioni alle coppie francesi dello stesso sesso. “Dobbiamo reagire – afferma Putin – a quello che succede vicino a noi, rispettiamo i nostri vicini ma chiediamo il rispetto verso le nostre tradizioni culturali, etiche, legislative e verso le nostre norme morali”.

La Russia, così, potrebbe rivedere gli accordi di adozione con la Francia e gli altri Paesi occidentali che hanno legalizzato il matrimonio tra persone dello stesso sesso.
Il dibattito si è ultimamente inasprito in seguito alla la scelta politica operata della Francia, che in questi giorni ha approvato in via definitiva (con 331 sì e 225 no) la legge sul “mariage pour tous”. Secondo i sostenitori di questa legge il “matrimonio per tutti” non toglierà i diritti a nessuno, ma si limiterà ad estenderli.

La Francia è il 14.mo Paese al mondo dove il Parlamento si è pronunciato per l’eguaglianza tra coppie etero e omosessuali. Che dirà il Papa? (Si chiede qualcuno). Probabilmente quello che già dichiarava nel 2010 in qualità di Arcivescovo, a proposito del disegno di legge – approvato dal Senato, il 15 luglio dello stesso anno – in un documento scritto. “Si tratta – precisava Bergoglio – del disegno di legge che permetterà il matrimonio a persone dello stesso sesso. È in gioco qui l’identità e la sopravvivenza della famiglia: padre, madre e figli. È in gioco la vita di molti bambini che saranno discriminati in anticipo e privati della loro maturazione umana che Dio ha voluto avvenga con un padre e con una madre. È in gioco il rifiuto totale della legge di Dio, incisa anche nei nostri cuori”. “Non è solo un disegno di legge – proseguiva il futuro Pontefice – (questo è solo lo strumento) ma è una «mossa» del padre della menzogna che cerca di confondere e d’ingannare i figli di Dio”.

Di cosa facciano gli omosessuali nel privato – scrive Costanza Miriano, giornalista e scrittrice, in un eccellente dialogo immaginato per i figli e pubblicato nel suo blog – “non ci occupiamo proprio, non è una cosa che ci riguarda, e tra l’altro pensiamo che anche loro non la dovrebbero sbandierare troppo, come facevano quei signori che avete visto a Parigi l’estate scorsa, con le piume e i sederi di fuori. Tra l’altro, avete mai visto me e il babbo andare in giro in mutande? Comunque, se loro lo vogliono fare noi ci limiteremo a passare da un’altra parte, visto che non erano proprio eleganti i signori con le banane gonfiabili e le signore senza reggiseno. Capiamo anche che se sentono il bisogno di farsi vedere vestiti in quel modo forse non sono tanto felici, e quindi se ci capiterà di averne uno vicino, che ne so, al lavoro o in vacanza, cercheremo, se lui o lei vuole, di farci amicizia. Il problema che ci preoccupa tanto però è quello dei bambini e delle famiglie. Noi crediamo che le leggi, come vietano alle persone di ammazzare, rubare, ma anche di parcheggiare sulle strisce pedonali o mettere la musica altissima alle tre di notte, cioè di fare quello che può danneggiare gli altri, debbano impedire assolutamente di confondere la famiglia con tutti gli altri modi di stare insieme. Modi liberi e magari bellissimi, per chi vuole, ma diversi dalla famiglia.

La famiglia è il luogo in cui devono crescere i bambini, e infatti in Italia sono stati chiusi gli orfanotrofi, e si cerca di far vivere i bambini senza genitori in case famiglia, che non saranno il massimo, ma è meglio di prima” “Vi diranno – scrive la Miriano ai figli – che non siete d’accordo perché andate in chiesa, ma noi pensiamo che sia solo buon senso. Sono le regole di funzionamento delle persone (è vero, le ha fatte Dio, ma funzionano comunque tutte allo stesso modo, non è questione di credere: se non credi nella benzina e metti la Fanta nel serbatoio la macchina si rompe). Noi non siamo contro nessuno, ma come diciamo al compagno di non sporgersi dalla finestra siccome siamo cristiani dobbiamo continuare a dire, quando ci è possibile, senza offendere o attaccare nessuno, qual è il modo per non farsi male, nella vita”.

Pubblicato su Korazym.org

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