Le Persone che generano la nostra fede

Dopo il “comignolo della Sistina” – che le televisioni di tutto il mondo hanno inquadrato per due intere giornate in attesa della sospirata fumata bianca – anche lo “zucchetto” del Papa (scambiato con un fedele mercoledì scorso a Piazza San Pietro durante il consueto giro con la papa mobile) vive il suo momento di gloria! Piccoli dettagli (come quelli relativi alla croce pettorale d’acciaio, all’anello d’argento, alla mozzetta rossa ecc.) che in questi 36 giorni di pontificato hanno portato Papa Francesco al primo posto della Hit Parade ecclesial-popolare. E durante il prossimo bagno di folla a Piazza San Pietro pare siano già in tanti i fedeli intenzionati a porgere un paio di scarpe nere al Papa! Per cambiare discorso, Papa Francesco, durante la recente omelia della quotidiana Messa mattutina celebrata nella Domus Sanctae Marthae (un importante appuntamento spirituale per chi preferisce ricevere dal Papa il commento alla Parola di Dio piuttosto dello zucchetto bianco) ha parlato della fede cristiana accennando al mistero della Trinità di Dio. Per Papa Bergoglio, credere significa orientarsi verso la persona di Cristo, che insieme alla fede riceviamo in dono.

Ma in quale Dio crediamo? Forse in “un dio diffuso, un dio-spray, – riferisce provocatoriamente il Pontefice – che è un po’ dappertutto ma non si sa cosa sia. Noi crediamo in Dio che è Padre, che è Figlio, che è Spirito Santo. Noi crediamo in persone, e quando parliamo con Dio parliamo con persone: o parlo con il Padre, o parlo con il Figlio, o parlo con lo Spirito Santo. E questa è la fede”. Il celebre scrittore e filologo britannico Clive Staples Lewis acutamente scriveva: “Molti ripetono volentieri l’affermazione cristiana che «Dio è amore». Ma non sembrano avvertire che le parole «Dio è amore» sono prive di significato reale se Dio non contiene almeno due Persone. L’amore è qualcosa che una persona ha per un’altra”. Non si potrebbe, infatti, comprendere Dio se lo separassimo dalla capacità relazionale che mette in comunione il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Dio non è solitudine, se non fosse stato in grado di esprimere in se stesso una comunione di persone non avrebbe potuto creare gli uomini capaci di ricevere e donare amore, a Sua immagine e somiglianza.“L’immagine divina – come ricorda il Catechismo della Chiesa Cattolica al n. 1702 – è presente in ogni uomo. Risplende nella comunione delle persone, a somiglianza dell’unità delle persone divine tra loro”.

S. Teresa d’Avila, in una delle particolari esperienze mistiche concessale da Dio, racconta: “Allora la mia anima cominciò a infiammarsi, e mi parve chiaramente di vedere in me la SS. Trinità per visione intellettuale. Mi si fece vedere sotto una certa rappresentazione, come un’immagine della verità, affinché la rozzezza del mio intelletto comprendesse come Dio sia trino ed uno. Mi pareva che le tre Persone si rappresentassero distintamente nella mia anima e mi parlassero insieme, dicendomi che d’allora in poi, grazie all’aiuto che ognuna di esse mi avrebbe prestato, mi sarei migliorata in tre cose: nella carità, nel soffrire con gioia e nel sentire in me l’ardore della carità” (Teresa d’Avila – Relazioni Spirituali, 16). E così, – come ci ha ricordato Papa Francesco – “Noi crediamo in persone, e quando parliamo con Dio parliamo con persone” La Trinità è il mistero centrale della fede cristiana, dovremmo conoscerlo bene… invece è l’argomento che spesso omettiamo di precisare nei nostri discorsi. Per amare qualcuno non basta solo la nostra buona volontà, è necessario misurarsi con l’immagine d’amore che ci è stata regalata e permettere alla grazia di Dio di rendere presente in noi il suo stesso Amore trinitario.
“Chiediamo al Signore – conclude il Pontefice – che ci faccia crescere in questa fede, questa fede che ci fa forti, ci fa gioiosi, questa fede che incomincia sempre con l’incontro con Gesù e prosegue sempre nella vita con i piccoli incontri quotidiani con Gesù”.

Pubblicato su Korazym.org

 

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