A Miami non piace la solidarietà

Esercitare “un’attività commerciale senza licenze è illegale per le leggi dello Stato e i regolamenti cittadini ed è punibile con l’arresto e/o con la chiusura dell’attività”. Poche parole per dire alle suore Missionarie della Carità, ordine religioso fondato dalla beata Teresa di Calcutta, che a Miami (capoluogo della Contea di Miami-Dade, situata sulla costa sud-orientale dello stato della Florida), – dopo 33 anni di onorato servizio reso ai più poveri tra i poveri – è arrivato il momento di cambiare aria!

La notizia – rilanciata dal “Miami Herald”, il quotidiano della città della Florida famosa per le sue spiagge – è di questi giorni. Le suore di Madre Teresa, da molti anni ormai hanno aperto una mensa per i poveri; sostenute dalla Provvidenza, senza percepire un centesimo dai fondi pubblici della potente America queste innocue suorine si preoccupano quotidianamente di centinaia di senzatetto, barboni e poveri di ogni genere capaci di vedere nei loro occhi e nella gratuità dei loro gesti il simbolo universale della compassione e della dignità rappresentata da Madre Teresa di Calcutta.

Alcune settimane fa, sul palo della luce davanti alla loro porta (scelta poco elegante!), le suore hanno trovato affissa l’ingiunzione di un ispettore della municipalità di Miami che notificava l’irregolare attività promossa dalle suore, prive peraltro di un regolare permesso.
La madre superiora del convento, Suor Lima Marie, giustamente si chiede: “Che tipo di violazione stiamo compiendo? Prendersi cura dei poveri e nutrirli è un’attività commerciale?”. “Per noi – continua suor Lima Marie – l’unica missione è quella di placare la sete di Gesù sulla croce lavorando per la salvezza e la santificazione dell’anima”.

Ma come mai l’amministrazione americana di Miami – dopo ben trentatre anni di “irregolare attività commerciale” (come recita la squallida ingiunzione “affissa al palo”) – ha deciso soltanto oggi di denunciare l’illegale servizio delle suore?

C’è un interessante retroscena che riprende il “Miami Herald”. “La mensa che sfama ogni giorno 300 homeless si trova nella zona di due importanti complessi dell’Università di Miami che la municipalità sta promuovendo come un polo mondiale delle biotecnologie. Un fiore all’occhiello all’interno del quale, evidentemente, i poveri che bussano alla porta delle suore di Madre Teresa danno fastidio”.

Papa Francesco auspica una “Chiesa povera per i poveri”, a Miami però non è facile nemmeno fare povero! Non sbagliava la beata Madre Teresa di Calcutta quando ricordava alle sue suore che vi è nel mondo una povertà ancora più grande: quella che riguarda il nostro cuore e la nostra anima. E vista la paradossale scelta amministrativa della città di Miami, è  proprio il caso di dirlo: “Poveri noi!”.
E’ ancora Papa Francesco a ricordare proprio in questi giorni di come “le donne, nella Chiesa e nel cammino di fede, abbiano avuto e abbiano anche oggi un ruolo particolare nell’aprire le porte al Signore, nel seguirlo e nel comunicare il suo Volto, perché lo sguardo di fede ha sempre bisogno dello sguardo semplice e profondo dell’amore”. Quello sguardo semplice e profondo che centinaia di senzatetto riescono a riconoscere quando una Missionaria della Carità si preoccupa di loro.

Pubblicato su Vatican Insider

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