Nella benedizione silenziosa la carezza del Papa

“Vi voglio tanto bene, vi ringrazio per tutto quello che avete fatto. E penso al vostro lavoro”. Lo diceva Papa Francesco, in questi primi giorni di pontificato, durante un’udienza riservata ai giornalisti e ai loro familiari. Al termine dell’incontro, non liturgico, affidandoli all’intercessione della Beata Vergine Maria, Stella dell’evangelizzazione, il Pontefice ha impartito una «benedizione silenziosa» motivandola con queste parole: “dato che molti di voi non appartengono alla Chiesa cattolica, altri non sono credenti, imparto di cuore questa benedizione, in silenzio, a ciascuno di voi, rispettando la coscienza di ciascuno, ma sapendo che ciascuno di voi è figlio di Dio. Che Dio vi benedica”.

La benedizione è un rito, una preghiera accompagnata da un gesto, istituito dalla Chiesa e compiuto in suo nome da uno dei suoi ministri per santificare persone o cose: perché le persone che la ricevono possano godere dei frutti della redenzione e le cose diventino strumento di grazia per tutti.
Il Decreto della Congregazione per il Culto divino – nel testo del Benedizionale pubblicato nel 1992 – a tal proposito afferma: “Le celebrazioni delle benedizioni occupano un posto particolare fra i sacramentali che la Chiesa ha istituito per il bene pastorale del popolo di Dio. Come azioni liturgiche, queste celebrazioni portano i fedeli a lodare Dio e li dispongono a conseguire l’effetto precipuo dei Sacramenti e a santificare le varie circostanze della vita”.

L’origine e fonte di ogni benedizione è Dio, che è al di sopra di tutte le cose, lui solo può colmare di benedizioni tutte le sue creature, così come la formula stessa sottolinea: “Vi benedica Dio onnipotente…”. Cristo, poi è la massima benedizione del Padre, che si manifesta nel Vangelo in atto di benedire i fratelli, specialmente i più piccoli, e di rivolgere al Padre la sua preghiera di benedizione. La Chiesa – attingendo la grazia e la forza dal mistero eucaristico, e per tali effetti – diventa anch’essa benedizione e come sacramento universale di salvezza esercita sempre tra gli uomini e per gli uomini l’opera di santificazione.

Nelle Premesse generali del Benedizionale prima citato leggiamo: “Molte volte la Chiesa compie sotto l’azione dello Spirito Santo, questo suo ministero: perciò ha istituito svariate forme di benedizione con le quali essa chiama gli uomini a lodare Dio, li invita a chiedere la sua protezione, li esorta a meritare, con la santità della vita, la sua misericordia, e innalza preghiere per ottenere i benefici divini, in modo che le sue invocazioni ottengano l’effetto sperato. Queste dunque le finalità delle benedizioni istituite dalla Chiesa, che sono segni sensibili, per mezzo dei quali «viene significata, e nel modo ad essi proprio, realizzata» quella santificazione degli uomini in Cristo e quella glorificazione di Dio, che costituisce il fine cui tendono tutte le altre attività della Chiesa”. La scelta del Papa di benedire in silenzio l’assemblea dei giornalisti ha in sé valore ed efficacia.

Non si tratta di una modalità nuova e rivoluzionaria, o addirittura auspicabile in altre circostanze, come qualcuno in questi giorni ha scritto, ma di una particolare sensibilità che il Pontefice ha voluto esprimere in quella circostanza come la “carezza del Papa”. Tale benedizione, per di più, non può essere paragonata alla richiesta di “preghiera silenziosa” annunciata da Papa Francesco nel discorso iniziale della sua elezione a Successore di Pietro, quando spiazzando tutti ha detto: “E adesso vorrei dare la Benedizione, ma prima – prima, vi chiedo un favore: prima che il vescovo benedica il popolo, vi chiedo che voi preghiate il Signore perché mi benedica: la preghiera del popolo, chiedendo la Benedizione per il suo Vescovo. Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me”. In questo caso vi è la richiesta di una preghiera da parte dei fedeli e non di una benedizione, che i laici – in forza del sacerdozio comune, di cui sono stati insigniti nel Battesimo e nella Confermazione – possono celebrare (a condizione che esista un compito specifico, come quello, per esempio dei genitori verso i figli) alcune benedizioni con il rito e il formulario per essi previsto, in assenza del sacerdote o del diacono.

Pubblicato su Korazym.org

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