Una radice da custodire

radice“Senza radici non c’è nutrimento e senza nutrimento non c’è vera vita. Non abbiamo forse ridotto così le nostre esistenze? Corriamo sempre, corriamo come se fossimo inseguiti, ma da che cosa fuggiamo se non dalla nostra paura? E se siamo sempre di corsa, come facciamo ad affondare le radici nella terra? E se non affondiamo le radici nella terra, come facciamo ad alzare lo sguardo verso il Cielo?” (Susanna Tamaro, Il grande albero).

Corriamo sempre, corriamo come se fossimo inseguiti, lasciando le radici della nostra esistenza prive di nutrimento. Raccolgo la provocazione della scrittrice SusannaTamaro per ricordare l’origine santa dalla quale il cristiano è stato generato.
Guardiamo la rosa e ne contempliamo la bellezza, dimenticando talvolta il nutrimento che la terra offre alla radice di questo splendido fiore. Il botanico conosce tutte le proprietà nutritive contenute nella terra che permettono a qualsiasi pianta il privilegio della vita. Anche la vita di un fiore è un privilegio concesso dalla natura… senza alcun merito! Così anche noi. La nostra vita è infatti un dono esclusivo di Dio, e Cristo è la radice che nutre ogni attimo della nostra esistenza che noi siamo chiamati a custodire.

La parola “custodire”, e la vocazione in essa contenuta, non è un problema solo del cristiano, ma riguarda tutti: “Il custodire la gente, l’aver cura di tutti, di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono più fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore. E’ l’aver cura l’uno dell’altro nella famiglia: i coniugi si custodiscono reciprocamente, poi come genitori si prendono cura dei figli, e col tempo anche i figli diventano custodi dei genitori. E’ il vivere con sincerità le amicizie, che sono un reciproco custodirsi nella confidenza, nel rispetto e nel bene. In fondo, tutto è affidato alla custodia dell’uomo, ed è una responsabilità che ci riguarda tutti. Siate custodi dei doni di Dio!” (Papa Francesco).

2 thoughts on “Una radice da custodire

  1. Sono un nonno settantenne e riconosco in questa parola “custodire” la preoccupazione di questi ultimi giorni di vita: i figli che già cresciuti hanno formato la loro famiglia, non escono dai tuoi pensieri; i nipoti che si affacciano alla vita vi sono entrati prepotentemente. E’ già iniziato anche il periodo che i figli “custodiscono” i genitori.
    Chiediamo al Signore di custodirci tutti!

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