"Camminare, edificare, confessare"

pa_franc“Camminare, edificare, confessare”. Sono i primi tre verbi che Papa Francesco offre all’attenzione di tutta quanta la Chiesa, durante la sua prima omelia indirizzata ai cardinali nella Cappella Sistina. Il protocollo vaticano gli offre un testo scritto in latino che però il Pontefice rifiuta preferendo parlare a braccio, e scegliendo l’ambone (e non, come ci si aspettava, la cattedra) per rivolgersi ai porporati che chiama “fratelli” e non “signori cardinali”.

Camminare, è la prima richiesta che Dio rivolge ad Abramo; “la nostra vita – afferma Papa Francesco – è un cammino e quando ci fermiamo, la cosa non va”. Edificare. Edificare la Chiesa… dove? “Su quella pietra angolare che è lo stesso Signore”. Confessare. “Noi possiamo camminare quanto vogliamo, – dice i Pontefice – noi possiamo edificare tante cose, ma se non confessiamo Gesù Cristo, la cosa non va. Diventeremo una ONG [Organizzazione non governativa, una Onlus, ndr] assistenziale, ma non la Chiesa, Sposa del Signore. Quando non si cammina, ci si ferma”.

Certamente non è facile camminare, edificare e confessare ai giorni nostri, e tutto ciò diventa ancor più difficile quando – ritenendola un impedimento – vi escludiamo la Croce di Cristo. Papa Francesco, infatti, ricorda: “Quando camminiamo senza la Croce, quando edifichiamo senza la Croce e quando confessiamo un Cristo senza Croce, non siamo discepoli del Signore: siamo mondani, siamo Vescovi, Preti, Cardinali, Papi, ma non discepoli del Signore”.

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