Filippine, passa la legge sulla pianificazione familiare

Nelle Filippine non si potranno avere più di due figli. Lo ha decretato il Governo approvando un provvedimento che rifiuta l’aborto clinico, ma promuove un programma di pianificazione familiare che invita le coppie a limitare le nascite. Il testo del provvedimento – denominato Legge “di salute riproduttiva” – introduce, inoltre, nel formulario farmaceutico nazionale pillole ormonali, contraccettivi meccanici e garantisce assistenza ospedaliera pubblica per pratiche di sterilizzazione maschile o femminile. Tutto questo per rispondere ai problemi della sovrappopolazione.

L’arcivescovo di Lingayen-Dagupan e vicepresidente della Conferenza episcopale delle Filippine, monsignor. Villegas, oltre a definire la nuova legge “Una bomba morale a tempo”, non nasconde la preoccupazione che “l’ampia e libera possibilità di accedere ai contraccettivi”, consentita dalla nuova legge, “finirà col portare alla distruzione della famiglia”, e “aprirà ulteriormente le porte all’aborto e alla violenza contro le donne” come riporta nel rilancio della notizia l’ agenzia AsiaNews.

Molto meglio sarebbe – prosegue monsignor. Villegas – utilizzare il denaro speso per i contraccettivi per l’educazione e la tutela della salute. Trentun anni fa – durante il Viaggio Apostolico a Manila – il beato Giovanni Paolo II, disse rivolgendosi al Presidente e alla Nazione filippina: “Mantenete inviolato il diritto alla vita del nascituro e difendete fermamente la esaltante dignità della maternità. Proclamate con vigore il diritto dei genitori ad essere liberi da coercizioni economiche, sociali e politiche, quando essi si sforzano di seguire i dettami di una retta coscienza nel determinare le dimensioni della loro famiglia in accordo con la volontà di Dio. Affermate con forza la grave responsabilità dei genitori di far crescere i loro figli secondo la loro dignità umana. Difendete i figli da influenze corruttrici e sostenete le strutture della vita familiare. Una nazione va così come va la famiglia e quando l’integrità e la stabilità della vita familiare non è esposta al pericolo, così sarà pure per la stabilità della nazione e per i compiti che essa deve assumere davanti al giudizio della storia”.

Per di più è proprio il testo della Costituzione delle Filippine (sez. 11 e 12) che, almeno nella carta, si pone a tutela della persona umana: “Lo Stato valorizza la dignità di ogni persona umana e garantisce il pieno rispetto dei diritti umani”; e ancora – assolutamente in controtendenza con le pretese della nuova Legge di salute riproduttiva – : “Lo Stato riconosce la santità della vita familiare, protegge e rafforza la famiglia come fondamentale istituzione sociale autonoma. Esso protegge la vita della madre e la vita del nascituro fin dal concepimento”; e infine lo Stato protegge “il diritto naturale e primario e il dovere dei genitori all’educazione dei giovani, per l’efficienza civica e lo sviluppo del carattere morale riceverà il sostegno del governo”.

Pubblicato su Vatican Insider

Nelle Filippine non si potranno avere più di due figli. Lo ha decretato il Governo approvando un provvedimento che rifiuta l’aborto clinico, ma promuove un programma di pianificazione familiare che invita le coppie a limitare le nascite. Il testo del provvedimento – denominato Legge “di salute riproduttiva” – introduce, inoltre, nel formulario farmaceutico nazionale pillole ormonali, contraccettivi meccanici e garantisce assistenza ospedaliera pubblica per pratiche di sterilizzazione maschile o femminile. Tutto questo per rispondere ai problemi della sovrappopolazione.
L’arcivescovo di Lingayen-Dagupan e vicepresidente della Conferenza episcopale delle Filippine, monsignor. Villegas, oltre a definire la nuova legge “Una bomba morale a tempo”, non nasconde la preoccupazione che “l’ampia e libera possibilità di accedere ai contraccettivi”, consentita dalla nuova legge, “finirà col portare alla distruzione della famiglia”, e “aprirà ulteriormente le porte all’aborto e alla violenza contro le donne” come riporta nel rilancio della notizia l’ agenzia AsiaNews.
Molto meglio sarebbe – prosegue monsignor. Villegas – utilizzare il denaro speso per i contraccettivi per l’educazione e la tutela della salute. Trentun anni fa – durante il Viaggio Apostolico a Manila – il beato Giovanni Paolo II, disse rivolgendosi al Presidente e alla Nazione filippina: “Mantenete inviolato il diritto alla vita del nascituro e difendete fermamente la esaltante dignità della maternità. Proclamate con vigore il diritto dei genitori ad essere liberi da coercizioni economiche, sociali e politiche, quando essi si sforzano di seguire i dettami di una retta coscienza nel determinare le dimensioni della loro famiglia in accordo con la volontà di Dio. Affermate con forza la grave responsabilità dei genitori di far crescere i loro figli secondo la loro dignità umana. Difendete i figli da influenze corruttrici e sostenete le strutture della vita familiare. Una nazione va così come va la famiglia e quando l’integrità e la stabilità della vita familiare non è esposta al pericolo, così sarà pure per la stabilità della nazione e per i compiti che essa deve assumere davanti al giudizio della storia”.
Per di più è proprio il testo della Costituzione delle Filippine (sez. 11 e 12) che, almeno nella carta, si pone a tutela della persona umana: “Lo Stato valorizza la dignità di ogni persona umana e garantisce il pieno rispetto dei diritti umani”; e ancora – assolutamente in controtendenza con le pretese della nuova Legge di salute riproduttiva – : “Lo Stato riconosce la santità della vita familiare, protegge e rafforza la famiglia come fondamentale istituzione sociale autonoma. Esso protegge la vita della madre e la vita del nascituro fin dal concepimento”; e infine lo Stato protegge “il diritto naturale e primario e il dovere dei genitori all’educazione dei giovani, per l’efficienza civica e lo sviluppo del carattere morale riceverà il sostegno del governo”.

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