Lo spazio di una vita!

creaz_michelanGiocare con la propria esistenza, trasformando la vita in una “gigantesca parabola del ricco epulone”! Questo è forse il rischio più grande per la società del terzo millennio. Il crescente bisogno di appagare i propri desideri, in preda alla voracità del proprio egoismo, accogliendo ogni sorta di sfida pur di misurare le proprie forze e dimostrare a se stessi che è possibile fare a meno di Dio. A pagare, però, il prezzo più alto di tanta opulenza sono i piccoli “lazzari” (cfr. Lc 16, 19-31) sparsi per il mondo. Costruire la società del godimento, (o per meglio dire la società del godimento “per alcuni” a discapito di altri) oppure la società dell’amore?

L’amore dovrebbe regolare i nostri rapporti (coniugalità, famiglia, amicizia) e invece, talvolta, viene solo sfiorato o addirittura reinterpretato con criteri assolutamente lontani dal suo vero significato. Pretendiamo di essere amati (e questa è l’unica verità che il nostro cuore è capace di esprimere sapendo di non sbagliare, poiché l’uomo è stato fatto da Dio per essere amato all’infinito) ma siamo claudicanti nell’amare! Un aggrovigliato nodo da sciogliere durante l’arco della nostra esistenza, una drammatica questione “di vita o di morte” posta nel cuore dell’uomo che chiede di essere risolata al più presto. Lo spazio di una vita, giusto il tempo per restituire all’uomo la sua vera identità; il tempo sacro della nostra esistenza che attende – come nell’affresco della creazione di Adamo dipinta da Michelangelo Buonaroti – il congiungimento di due estremità (rappresentate dal movimento delle due mani – vedi foto): l’intimità dell’uomo e l’intimità di Dio. Quel punto di convergenza è sacro, è il momento in cui Dio creando l’uomo lo chiama a vivere in comunione con Lui. In quello spazio (cfr. foto) il lavoro dell’uomo e l’attesa di Dio!

“Chi dice di amarti, solo se ti aiuta a credere che Dio ti ama e solo se ti aiuta ad amare Dio, ti ama davvero. E quando tu dici ad uno di amarlo, soltanto se lo aiuti a credere che Dio lo ama e soltanto se lo aiuti ad amare Dio, lo ami davvero” (P. Antonio M. Sicari).

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