Il don Lupo e l'Agnello, la diocesi di Palermo prende le distanze

“E’ sempre doveroso – ricordava il Presidente della Cei, mons. Angelo Bagnasco, durante una recentissima omelia, rivolgendosi ai laici – che, nella vita pubblica, i cattolici siano sempre più numerosi e ben formati, come da tempo esorta il Santo Padre Benedetto XVI e i Vescovi italiani”. Queste parole avranno certamente fatto trasalire di gioia il parroco di Sant’Eugenio Papa, a Palermo, don Felice Lupo, che in questi giorni ha dato vita ad un vero e proprio movimento politico, “Uomini nuovi per una società di uguali e partecipi”, con tanto di logo e registrazione ufficiale alla Camera di Commercio di Palermo, spiegandone così gli intendimenti programmatici nelle pagine del Giornale di Sicilia: “E’ un movimento che nasce dall’appello di Papa Benedetto XVI ai cristiani – ci tiene a precisare don Lupo – e dalla Bibbia. Il cristiano, infatti, non può rimanere indifferente ai bisogni concreti dei fratelli, com’è scritto nella parabola dei pani e dei pesci. Bisogna provvedere anche a bisogni materiali. Non ci può essere separazione all’interno dell’uomo fra componenti religiose e profane”.

Per il presbitero palermitano, politica e missione sacerdotale sono destinate a rimanere distinte: “Le messe non diventeranno comizi elettorali – precisa don Lupo – ma l’impegno politico di ogni membro della comunità non va nascosto, fa parte della sua persona. Non possiamo restare indifferenti ai bisogni temporali dell’uomo”; e ancora: “Stiamo diffondendo il nostro movimento in altre comunità di Palermo e provincia, siamo fiduciosi. C’è tanto bisogno di impegno in tutte le cose della vita. Il cristiano non può non essere attento e sensibile ai bisogni concreti suoi e della comunità”. La Cei è stata informata – rassicura, infine, don Lupo –, “ho subito mandato una lettera ai vescovi ma ancora non si è pronunciata”.

Nel frattempo, l’Arcidiocesi di Palermo – che a breve celebrerà il solenne martirio del sacerdote palermitano don Pino Puglisi – prende le distanze dall’iniziativa di don Lupo. In un comunicato stampa ufficiale, infatti, in riferimento alle notizie relative alla costituzione di un nuovo partito cattolico ispirato da un gruppo di preti, l’Arcivescovo di Palermo, il card. Paolo Romeo precisa quanto segue: “L’iniziativa non parte dalla Chiesa palermitana ne da settori pastorali attraverso i quali essa promuove la sua missione nel territorio, ma da un gruppo di laici e da qualche presbitero. Compito precipuo della Chiesa, e in essa particolarmente dei ministri ordinati, è l’annuncio del Vangelo e la formazione delle coscienze dei credenti, perche possano testimoniare la loro fede nei diversi ambiti della vita sociale, economica, politica ispirandosi alla Dottrina sociale della Chiesa”.

Gli appelli del Papa – chiarisce ulteriormente l’Arcidiocesi – sono stati rivolti “ai fedeli laici e non ai chierici la cui specifica missione è quella di essere ministri di Dio, dispensatori della grazia sacramentale, chiamati a promuovere e presiedere nella carità la Comunità ecclesiale”.
“L’insegnamento della Chiesa – termina il comunicato stampa – è stato costante nell’indicare l’incompatibilità tra l’esercizio del ministero sacerdotale e l’appartenenza a Partiti politici, come del resto indicano le norme canoniche le quali nel Can. 287 § 2 stabiliscono che i chierici «non abbiano parte attiva nei partiti politici e nella guida di associazioni sindacali»”.

Il movimento politico ispirato da don Felice Lupo – che vorrebbe già scendere in campo per le elezioni regionali del 28 ottobre – ha scelto come frase simbolo un’espressione tratta dal libro del profeta Isaia: «Il lupo dimorerà insieme con l’agnello» (11, 6).
Al di là di ogni ipotetica e personale autoreferenzialità e assonanza nominale espressa nel motto, bisognerà capire – prima ancora di immergersi nel Mare magnum della politica nazionale – se il (don) lupo e l’agnello (in questo caso il Parroco siciliano e il suo Arcivescovo) riusciranno ad intendersi sulla spigolosa questione!

Pubblicato su Korazym.org

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