"Sono altre le esperienze che inquinano la dignità dell’uomo"

pregh_unitàLa fede non è alienazione: sono altre le esperienze che inquinano la dignità dell’uomo e la qualità della convivenza sociale!”. Lo ha ricordato ieri Benedetto XVI nella basilica di Santa Maria Maggiore a Roma prima di affidare l’Italia alla Vergine Maria, in occasione dei 150 anni della sua unità nazionale. L’Italia – ricorda il Pontefice – “può essere orgogliosa della presenza e dell’azione della Chiesa. Essa non persegue privilegi né intende sostituirsi alle responsabilità delle istituzioni politiche; rispettosa della legittima laicità dello Stato, è attenta a sostenere i diritti fondamentali dell’uomo”.

Una Chiesa che si adopera per la costruzione del bene comune “richiamando ciascuno al dovere di promuovere e tutelare la vita umana in tutte le sue fasi e di sostenere fattivamente la famiglia”, e ci permettiamo di aggiungere – nonostante le molte critiche scagliate sempre più frequentemente contro di Essa!

Il Pontefice non dimentica la particolare e disagiata condizione del precariato: “c’è oggi la difficoltà ad accedere ad una piena e dignitosa occupazione: mi unisco, perciò, a quanti chiedono alla politica e al mondo imprenditoriale di compiere ogni sforzo per superare il diffuso precariato lavorativo, che nei giovani compromette la serenità di un progetto di vita familiare, con grave danno per uno sviluppo autentico e armonico della società”.

Papa Ratzinger, infine, invita i vescovi a stimolare nel laicato una maggiore e personale partecipazione alla vita pubblica: “Incoraggiate le iniziative di formazione ispirate alla dottrina sociale della Chiesa, affinché chi è chiamato a responsabilità politiche e amministrative non rimanga vittima della tentazione di sfruttare la propria posizione per interessi personali o per sete di potere. Sostenete la vasta rete di aggregazioni e di associazioni che promuovono opere di carattere culturale, sociale e caritativo”.

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