Effetto boomerang per "Vieni via con me"

fazio_savianoDimmi con chi vai e ti dirò chi sei! La saggezza popolare impone un severo monito a chi – troppo facile agli entusiasmi di massa – si lascia attraversare dai tornado televisivi, sempre più spesso affidati alle intuizioni personali dell’istrionico conduttore di turno, sicuro solo di se stesso e del proprio incontrovertibile giudizio. L’ultima trasmissione televisiva “Vieni via con me”, condotta dal simpatico Fabio Fazio e dal coraggioso scrittore Roberto Saviano è l’esempio più eclatante di una tipologia di informazione personalistica e non sempre obiettiva circa i temi che riguardano la vita.

L’aver voluto imporre un veto alle associazioni “pro life” rispetto a quanto è stato sostenuto in trasmissione sui casi Englaro e Welby non ci sembra corretto, visto che la televisione è uno strumento pubblico e per tanto chiamato a rispettare il pensiero di tutti.

Davvero bella la lettera che il giornalista Antonio Socci (che vive accanto alla figlia Caterina in coma per un improvviso arresto cardiaco) rivolge a Roberto Saviano: ‘Caro Roberto, vieni via con me e lascia i tristi a friggere nel loro odio. Questo è un invito pieno di stima: vieni a trovare mia figlia Caterina. […] Vieni senza telecamere, ma con il cuore e con la testa con cui hai scritto “Gomorra”, lasciandoti alle spalle i fetori dell’odiologia comunista (a cui tu non appartieni) che si respira in certi programmi tv. […] Vieni a guardare negli occhi mia figlia venticinquenne che sta coraggiosamente lottando contro un Nemico forse più tremendo di quei quattro squallidi buzzurri che sono i camorristi. Lei non si arrende all’orrore, come non ci si arrende alla camorra. Vieni a vedere il suo eroismo e quello di tanti altri come lei, che – come dice Mario Melazzini, rappresentante di molti malati di Sla – sono silenziati dal regime mediatico del “politically correct” nel quale tu, purtroppo, hai accettato di diventare una stella. Vieni. Vedrai gli occhi di Caterina, ben diversi da quelli arroganti e pieni di disprezzo delle mezzecalzette o dei tromboni che civettano nei salotti intellettuali e giornalistici’.

Vista la risolutezza del conduttore Fabio Fazio e degli altri autori di “Vieni via con me”, tante altre trasmissioni televisive hanno deciso di dare voce alle Associazioni “pro live” messe al bando da Rai Tre, scatenando un inaspettato effetto “boomerang” per la trasmissione di Fazio e compagni.

Il non voler concedere, con superbia ostinazione, lo spazio richiesto dalle associazioni per la vita (giusto quei cinque minuti televisivi di replica) ha inaspettatamente aperto altre strade ai malati e alle loro famiglie che lottano quotidianamente per la vita e per cure più adeguate, rifiutando l’eutanasia come antidoto alla sofferenza.

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