Salviamo Asia Bibi

AsiaBib_virNel corso dell’Udienza Generale del mercoledì Benedetto XVI ha rivolto un accorato appello per restituire la libertà ad Asia Abi: ‘In questi giorni la comunità internazionale segue con grande preoccupazione la difficile situazione dei cristiani in Pakistan, che spesso sono vittime di violenze o di discriminazione. In modo particolare oggi esprimo la mia vicinanza spirituale alla Sig.ra Asia Bibi e ai suoi familiari, mentre chiedo che, al più presto, le sia restituita la piena libertà. Inoltre prego per quanti si trovano in situazioni analoghe, affinché anche la loro dignità umana ed i loro diritti fondamentali siano pienamente rispettati’.

Asia Bibi è la giovane pachistana madre di due bambine che domenica scorsa è stata condannata alla pena di morte per aver offeso il profeta Maometto. Asia, abita nel villaggio di Ittanwali in Pakistan, alcune sue colleghe di lavoro cercano di convincerla a rinnegare il cristianesimo per convertirsi all’Islam; Asia risponde parlando di Gesù e raccontando il sacrificio in croce per i peccati dell’uomo, infine chiede alle colleghe che cosa avesse fatto per loro Maometto. Abia Bibi viene subito picchiata e condotta dall’imam del luogo con l’accusa di blasfemia, mentre le due piccole figlie di Asia ricevono gli insulti della folla.

Il vescovo ausiliare di Lahore, mons. Bernard Shaw, si è rivolto in questi giorni al Papa per chiedere un appoggio e il conforto della preghiera: ‘Rivolgiamo un accorato appello al Santo Padre perché possa pregare, intercedere, parlare a favore di Asia Bibi. Chiediamo che le venga garantito il perdono e sia liberata. Invitiamo la comunità internazionale ad alzare la voce, fare pressioni e operare a tutti i livelli per la salvezza di un’innocente. Diciamo a tutte le madri pachistane: Asia è una mamma come voi, difendetela, non lasciate che i suoi figli diventino orfani’. Mons. Shaw spera anche nella mobilitazione della società del suo Paese ‘dove esistono organizzazioni cristiane e musulmane che lavorano per la pace e l’armonia, per contrastare il fanatismo religioso e per annullare la polarizzazione tra le comunità’.

La società civile pachistana ha preso posizione, Mehdi Hasan, presidente della Commissione per i diritti umani del Pakistan, ha dichiarato: ‘Sosteniamo Asia Bibi e organizzeremo un’ampia campagna di protesta in suo favore. Faremo tutti i passi necessari, a livello legale, perché il giudizio sia capovolto in appello dall’Alta Corte di Lahore. Il suo caso è emblematico dell’abuso della legge sulla blasfemia a danno delle minoranze religiose ed è un chiaro esempio di violazione dei diritti umani’.

Sul tavolo dell’accusa vi sono gli articoli del codice penale legati alle “leggi antiblasfemia”. Un giudizio di morte inesorabile grava sulla vita della giovane cristiana pachistana per aver espresso le sue convinzioni sulla figura di Cristo. ‘Un autentico oltraggio alla dignità umana e alla verità’, ricorda Peter Jacob, Segretario esecutivo della Commissione Giustizia e Pace della Conferenza episcopale pachistana. ‘I cattolici – prosegue Jacob – faranno di tutto perché il verdetto venga smentito e rovesciato in appello, presso l’Alta Corte di Lahore’.

Intanto si stanno raccogliendo le firme per fermare quest’atroce e disumana sentenza di morte nei confronti di Asia Abi.

AsiaNews ha deciso di lanciare una raccolta internazionale di firme da inviare al presidente pakistano Asif Zardari perché salvi la vita di Asia Bibi, condannata all’impiccagione per blasfemia. AsiaNews chiede anche che il presidente Zardari cancelli o cambi l’iniqua legge sulla blasfemia, che uccide tante vittime innocenti e distrugge la convivenza nel Paese. Per sostenere queste richieste, vi chiediamo di inviare un messaggio a questo indirizzo e-mail:

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Potete anche inviare direttamente i messaggi all’indirizzo del presidente pakistano:

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