Non abbiate timore di vivere e testimoniare la fede

papaomeliaSono qui per darvi un forte incoraggiamento a non aver paura di testimoniare con chiarezza i valori umani e cristiani’. Sono queste le prime parole che il Papa rivolge ai 250 mila siciliani radunatisi fin dalle prime ore dell’alba nella spianata del Foro Italico Umberto I.
Ad accogliere il Pontefice, prima dell’inizio della Messa, il Sindaco di Palermo, Diego Cammarata, che con orgoglio parla dei valori della città, ricordando che ‘il nostro tessuto sociale si arricchisce della presenza di numerosissimi immigrati, con i quali ci si sforza di promuovere un percorso d’integrazione rispettosa e civile, di accoglienza pacifica e solidale, che possa creare una comunanza d’intenti’. ‘Pur nella diversità di culture e di religioni – prosegue Cammarata – c’è sempre un impegno quotidiano per la promozione della fraternità e della solidarietà’. Accanto a me (nella spianata del Foro Italico) un gruppo di giovani ghanesi, credendo di non aver capito bene l’italiano di Cammarata chiedono un’ulteriore conferma rispetto a quello che hanno sentito pronunciare dal sindaco. Li rassicuro dicendogli che hanno capito bene!!!

Insomma una città, secondo il Sindaco, che sprizza gioia da tutte le parti. Ma a ridimensionare le parole ci pensa l’Arcivescovo di Palermo, Paolo Romeo, che con le seguenti dichiarazioni rispedisce il Sindaco (come si dice quando si gioca a Monopoli) a “Vicolo Corto”: ‘Non possiamo nascondere che questa nostra isola sia caratterizzata da ferite profonde antiche e nuove, personali e comunitarie che incidono nel tessuto sociale un sempre crescente tasso di disoccupazione. Il disagio delle fasce sociali più deboli, i numerosi problemi amministrativi ed economici non cessano di condizionare pesantemente la vita della nostra vita’. Mons. Romeo accenna anche ad ‘una gestione politica discontinua e poco attenta alla dinamica delle esigenze di lavoro per i giovani’.

Poi è Papa Ratzineger a ricordare le ferite di questa Isola che il Pontefice definisce “bellissima”: ‘So che a Palermo, come anche in tutta la Sicilia, non mancano difficoltà, problemi e preoccupazioni: penso, in particolare, a quanti vivono concretamente la loro esistenza in condizioni di precarietà, a causa della mancanza del lavoro, dell’incertezza per il futuro, della sofferenza fisica e morale e, come ha ricordato l’Arcivescovo, a causa della criminalità organizzata. Oggi sono in mezzo a voi per testimoniare la mia vicinanza ed il mio ricordo nella preghiera. Sono qui per darvi un forte incoraggiamento a non aver paura di testimoniare con chiarezza i valori umani e cristiani, così profondamente radicati nella fede e nella storia di questo territorio e della sua popolazione’.

Citando poi il profeta Abacuc, il Pontefice fa un chiaro riferimento al fenomeno malavitoso presente in Sicilia: ‘«Soccombe colui che non ha l’animo retto, mentre il giusto vivrà per la sua fede» (Ab 2,4). L’empio, colui che non agisce secondo Dio, confida nel proprio potere, ma si appoggia su una realtà fragile e inconsistente, perciò si piegherà, è destinato a cadere; il giusto, invece, confida in una realtà nascosta ma solida, confida in Dio e per questo avrà la vita’.

A voi, fedeli laici, – prosegue Benedetto XVI – ripeto: non abbiate timore di vivere e testimoniare la fede nei vari ambiti della società, nelle molteplici situazioni dell’esistenza umana, soprattutto in quelle difficili! La fede vi dona la forza di Dio per essere sempre fiduciosi e coraggiosi, per andare avanti con nuova decisione, per prendere le iniziative necessarie a dare un volto sempre più bello alla vostra terra. E quando incontrate l’opposizione del mondo, sentite le parole dell’Apostolo: «Non vergognarti dunque di dare testimonianza al Signore nostro» (v. 8). Ci si deve vergognare del male, di ciò che offende Dio, di ciò che offende l’uomo; ci si deve vergognare del male che si arreca alla Comunità civile e religiosa con azioni che non amano venire alla luce!’.

Il Pontefice non dimentica la figura carismatica amata dal popolo siciliano, e così parlando dei santi siciliani ricorda il sacerdote ucciso dalla mafia Pino Puglisi: ‘La tentazione dello scoraggiamento, della rassegnazione, viene a chi è debole nella fede, a chi confonde il male con il bene, a chi pensa che davanti al male, spesso profondo, non ci sia nulla da fare. Invece, chi è saldamente fondato sulla fede, chi ha piena fiducia in Dio e vive nella Chiesa, è capace di portare la forza dirompente del Vangelo. Così si sono comportati i Santi e le Sante, fioriti, nel corso dei secoli, a Palermo e in tutta la Sicilia, come pure laici e sacerdoti di oggi a voi ben noti, come, ad esempio, Don Pino Puglisi. Siano essi a custodirvi sempre uniti e ad alimentare in ciascuno il desiderio di proclamare, con le parole e con le opere, la presenza e l’amore di Cristo. Popolo di Sicilia, guarda con speranza al tuo futuro!’.

Terminata la celebrazione della Messa il Pontefice si reca al Palazzo Arcivescovile. Altri due appuntamenti attendono il Papa: l’incontro con i sacerdoti, i religiosi e le religiose in Cattedrale e quello con i giovani a piazza Politeama.

Foto tratta da www.corriere.it

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