Perché la Chiesa risulta così pericolosa?

fatima“Sono passati venti secoli nei quali si sono succedute fasi alterne e tante crisi per la Chiesa. Ci sono stati attacchi dall’interno e dall’esterno. In molti periodi la Chiesa si è trovata in condizioni disperate. Tuttavia essa è ancora solida perché è la Chiesa di Dio, non una istituzione puramente umana” (F.X. Nguyen Van Thuan).

Anche oggi assistiamo a molteplici tentativi che minacciano la stabilità della Chiesa. Niente di nuovo rispetto al passato. In venti secoli di cristianesimo, gli attacchi rivolti alla Chiesa non sono mai mancati. Colui che non crede in Dio vede nella Chiesa una semplice organizzazione umana e pertanto si limita a contrastarne le scelte provenienti dai suoi rappresentanti gerarchici.

Perché, allora, la Chiesa risulta così pericolosa?

Se la Chiesa è soltanto un rivestimento spiritualeggiante non può essere temuta da nessuno, e anche chi detiene un qualsiasi potere nel mondo ne comprenderebbe l’innocua presenza, poiché verrebbe considerata come una sorta di club religioso come tanti altri. Interessante osservare, per esempio, con quante ferocia il governo cinese osteggi il cristianesimo che rispetto alla religione buddista (95%) è presente nel territorio orientale con un misero 3,5%!!! Perché così tanta paura per un esiguo numero di cristiani?

La Chiesa è il Corpo mistico di Cristo, da lui formata e voluta, e chi vi entra a farne parte opera e realizza scelte di vita conformemente a Cristo e al suo messaggio evangelico, allora il discorso cambia, e non di poco! Ed è proprio questo il motivo degli attacchi rivolti alla Chiesa.

La verità è che in molti pretenderebbero dalla Chiesa un minor coinvolgimento nel disbrigo di faccende morali e sociali che nulla hanno a che fare (a parer loro) con il cosiddetto sacro “edificio”. E’ molto più semplice considerare la Chiesa un’organizzazione piuttosto che vederla visibilmente presente in un “organismo”. E così, l’unico modo per tenere a freno i cristiani è quello di “imbavagliarli” e scoraggiarli per impedire loro di prendere posizione su determinate scelte etiche e sociali; vorrebbero farci credere che la fede è un pio sentimento umano che nulla ha a che fare con la vita, i problemi e le scelte legate ad essa.

“Non meravigliarti se alcuni cercano di distruggere la Chiesa, perché la Chiesa è il Corpo mistico di Cristo. Essi cercano di crocifiggere di nuovo Cristo; e non potendo farlo, cercano di distruggere la Chiesa” (F.X. Nguyen Van Thuan).

Concludo citando le parole di Papa Ratzinger, rivolte a tutti i credenti, nel corso della sua Visita Pastorale in Portogallo:

“Come vedete, il Papa ha bisogno di aprirsi sempre di più al mistero della Croce, abbracciandola quale unica speranza e ultima via per guadagnare e radunare nel Crocifisso tutti i suoi fratelli e sorelle in umanità. Obbedendo alla Parola di Dio, egli è chiamato a vivere non per sé stesso ma per la presenza di Dio nel mondo. […] In verità, i tempi nei quali viviamo esigono un nuovo vigore missionario dei cristiani, chiamati a formare un laicato maturo, identificato con la Chiesa, solidale con la complessa trasformazione del mondo. C’è bisogno di autentici testimoni di Gesù Cristo, soprattutto in quegli ambienti umani dove il silenzio della fede è più ampio e profondo: i politici, gli intellettuali, i professionisti della comunicazione che professano e promuovono una proposta monoculturale, con disdegno per la dimensione religiosa e contemplativa della vita. In tali ambiti non mancano credenti che si vergognano e che danno una mano al secolarismo, costruttore di barriere all’ispirazione cristiana. Nel frattempo, amati Fratelli, quanti difendono in tali ambienti, con coraggio, un vigoroso pensiero cattolico, fedele al Magistero, continuino a ricevere il vostro stimolo e la vostra parola illuminante, per vivere, da fedeli laici, la libertà cristiana. Mantenete viva la dimensione profetica, senza bavagli, nello scenario del mondo attuale, perché «la parola di Dio non è incatenata!» (2Tm 2,9). Le persone invocano la Buona Novella di Gesù Cristo, che dona senso alle loro vite e salvaguarda la loro dignità. In qualità di primi evangelizzatori, vi sarà utile conoscere e comprendere i diversi fattori sociali e culturali, valutare le carenze spirituali e programmare efficacemente le risorse pastorali; decisivo, però, è riuscire ad inculcare in ogni agente evangelizzatore un vero ardore di santità, consapevoli che il risultato deriva soprattutto dall’unione con Cristo e dall’azione del suo Spirito” (Benedetto XVI).

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