"Il chiacchiericcio delle opinioni dominanti"

papa_palme“Egli ci conduce verso ciò che è grande, puro, ci conduce verso l’aria salubre delle altezze: verso la vita secondo verità; verso il coraggio che non si lascia intimidire dal chiacchiericcio delle opinioni dominanti; verso la pazienza che sopporta e sostiene l’altro” (Benedetto XVI).

Basta con il chiacchiericcio delle opinioni dominanti, tra supposizioni e sospetti (relativi allo scandalo della pedofilia che ha coinvolto anche il clero). Si rischia di dimenticare il messaggio principale della Pasqua. E probabilmente è questo il vero obiettivo di certe accuse e illazioni rivolte contro la figura del Papa.

Benedetto XVI nella recente Lettera Pastorale ai Cattolici d’Irlanda, rivolgendosi ai sacerdoti circa il problema della pedofilia, è stato fin troppo chiaro: “Avete tradito la fiducia riposta in voi da giovani innocenti e dai loro genitori. Dovete rispondere di ciò davanti a Dio onnipotente, come pure davanti a tribunali debitamente costituiti. Avete perso la stima della gente dell’Irlanda e rovesciato vergogna e disonore sui vostri confratelli. Quelli di voi che siete sacerdoti avete violato la santità del sacramento dell’Ordine Sacro, in cui Cristo si rende presente in noi e nelle nostre azioni. Insieme al danno immenso causato alle vittime, un grande danno è stato perpetrato alla Chiesa e alla pubblica percezione del sacerdozio e della vita religiosa”.

Chi ha sbagliato, dunque, paghi per i crimini commessi. La Chiesa, di fronte a tutto questo, è stata costretta alla gogna, ma non si può fare di tutta l’erba un fascio!

Appaiono poi ridicole le considerazioni di Vittorio Feltri (Direttore de Il Giornale, sospeso per sei mesi per aver infangato la moralità di Dino Boffo, ex Direttore del quotidiano cattolico Avvenire) che in modo alquanto goffo afferma: “Mi dispiace di non essere un prete pedofilo o almeno un semiprete omosessuale o un conduttore di sinistra, ma di essere semplicemente un giornalista che non può godere, quindi, della protezione dei vescovi, né diventare un martire dell’informazione”.

Dei vescovi e dei sacerdoti che si sono macchiati del crimine di pedofilia si conoscono nomi e cognomi, mi chiedo però che fine hanno fatto i nomi e i cognomi dei pedofili (talvolta nomi illustri!) che Don Fortunato Di Noto costantemente consegna alle forze dell’ordine?
Nel novembre del 2009 Don Fortunato di Noto (il prete di Avola, fondatore dell’associazione Meter, che ha denunciato tante drammatiche storie di bambini abusati, segnalando anche 200mila siti pedopornografici in tutto il mondo)  si era appellato al Governo con queste parole: “Signor Presidente Silvio Berlusconi,  lei nei giorni scorsi ha affermato che il suo Governo ha portato una ventata di moralità. Lo dimostri da padre e nonno qual è: intervenga con la sua autorità di politico, padre e nonno e faccia ritirare gli emendamenti che vogliono sopprimere i reati di adescamento dei minori e di pedofilia culturale. Intervenga perché la pedofilia è violenza sui più deboli e gli ultimi”.

Che ne è stato di queste parole?

Bisogna smetterla con le gogne mediatiche e gli editoriali menzogneri prodotti da un certo tipo di informazione solo per andare contro la Chiesa. Dal costato di Cristo fuoriesce la salvezza, ed è da quella fonte che bisogna ritornare ad abbeverarsi. Non c’è un’altra soluzione ai mali e alle immondizie prodotte dal mondo.

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