La Padania insorge contro l’Arcivescovo di Milano

tettamanzi

La Padania, il giornale della Lega Nord sferza un durissimo attacco contro l’Arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi titolando in prima pagina: “Onorevole Tettamanzi. Cardinale o imam? Se lo chiedono in molti. Tettamanzi la città la vive poco”.
Al Carroccio non sono andate giù le parole che mons. Tettamanzi ha rivolto ai cittadini milanesi nel tradizionale Discorso alla città, in occasione della festa patronale di Sant’Ambrogio. Nelle parole del porporato un duro monito nei confronti della giunta milanese guidata da Letizia Moratti e alle istituzioni circa i temi della moralità e dell’accoglienza, e una esortazione rivolta agli amministratori a far rifiorire il tradizionale “solidarismo ambrosiano”.

Ma come si fa a rimanere in silenzio di fronte alla rimozione forzata di 250 rom da un accampamento abusivo nella periferia di Milano, come se si trattasse di macchine in divieto di sosta? Poco efficaci risultano le parole di Umberto Bossi quando cerca – arrampicandosi sugli specchi – di motivare certe scelte istituzionali dicendo (a proposito del presepio) che “la gente oltre alla cristianità dà peso alla tradizione e si sente sicura quando la tradizione è rispettata”, e che La tradizione è “a rischio se facciamo venire troppa gente che porta le proprie di tradizioni”.

L’organo di stampa leghista rimprovera Tettamanzi senza mezzi termini: “Alla faccia della legalità che dovrebbe essere la preoccupazione anche della massima autorità religiosa. Tettamanzi ci ha abituato alle sue alquanto originali aperture alla presenza di moschee in ogni quartiere”. Il cardinale non si occupa di quel “che teoricamente dovrebbe interessare di più la chiesa”, cioè la sentenza europea sul crocifisso, l’avanzata dell’Islam “che reclama sempre più privilegi senza fare alcuna menzione dei doveri” e la crisi delle vocazioni.

Bisognerebbe, piuttosto, chiedere al Senatùr, al Carroccio e ai suoi sostenitori qual è la logica che permette loro di difendere la presenza del Crocifisso nel territorio italiano e nello stesso tempo di considerare assolutamente legittimo cacciare gli extracomunitari dalle nostre città!!!

“Io sono fra coloro – afferma il leader dell’udc Pier Ferdinando Casini – che difendono il crocifisso e il presepe, ma quello che non accetto è il doppiopesismo da parte di chi magari difende il crocifisso per poi spaccarlo in testa agli immigrati o insulta il cardinale di Milano in modo vergognoso”.

Nel frattempo Roberto Calderoli ritorna a screditare pesantemente la posizione dell’Arcivescovo milanese: «La grande capacità della Chiesa territoriale dovrebbe essere la vicinanza con il territorio. Tettamanzi con il suo territorio non c’entra proprio nulla. Sarebbe come mettere un prete mafioso in Sicilia. Perché non è mai intervenuto in difesa del crocifisso? Perché parla solo dei rom?».

Tettamanzi risponde: «La mia bussola è la parola del Vangelo e le esigenze profonde stampate in ogni persona».

Nella festa del Patrono, l’omelia di Tettamanzi – che cita un testo di Sant’Ambrogio –  sottolinea il ruolo dei vescovi, quello cioè di “riunire il gregge e in particolare di vigilare sul gregge e cosi difenderlo dagli assalti delle bestie spirituali, ossia dagli errori di quei lupi rapaci che sono gli eretici”. “Non sono forse da paragonare a codesti lupi – prosegue Tettamanzi citando ancora le parole di Sant’Ambrogio – gli eretici, i quali stanno in agguato presso gli ovili di Cristo, e fremono attorno ai recinti più di notte che di giorno? È sempre notte per gli increduli, i quali, per quanto è loro possibile, si danno da fare per offuscare e oscurare la luce di Cristo con le nebbie di interpretazioni sinistre”.

Ancora una volta gli italiani sono costretti a coprirsi il volto per la vergognosa azione discriminatoria nei confronti degli immigrati; e se fuori dal coro si alza una voce per risvegliare la giustizia e la verità, quest’ultimo viene spudoratamente oltraggiato. Lo scrittore spagnolo Pio Baroja diceva: “Nella verità non ci possono essere sfumature. Nella mezza verità o nella menzogna, invece, tantissime”.

8 thoughts on “La Padania insorge contro l’Arcivescovo di Milano

  1. Romano Guardini riteneva che il Logos avesse la prevalenza sull’ethos! Ora chi ribalda il rapporto è in eresia. Il Cardinal Tettamanzi che si approrpia di questo modello (etica prima dell’Amore) è un eretico sinistro ( e politicamente di sinistra visti i suoi silenzi sugli attacchi dei vari don Bottoni e De Capitani a chi non si fa sciogliere il cervello nell’aciso della vanagloria prassista)!
    Cordialità,
    Matteo Dellanoce

  2. Il metodo fenomenologico guardiniano va applicato a tutte le questioni. E’ necessario rivolgere lo sguardo fuori di sé… verso l’oggetto, aprire gli occhi di fronte alla verità, evitando di fossilizzare mente e cuore nell’ ipertrofia della soggettività. Uscire (come spiega il teologo Bruno Forte) da proprio io guardando fuori di sé alla verità delle cose, misurarsi con l’altro prossimo e immediato e con l’Altro trascendente e sovrano.
    Commenta l’Osservatore Romano: «Per Guardini, sottolinea il Papa, la verità dell’uomo è l’essenzialità, la conformità all’essere, meglio ancora “l’obbedienza all’essere” che in primis è obbedienza del nostro essere di fronte all’essere di Dio. Solo in tal modo si perviene alla forza della verità, a quel primato determinante e orientativo del lògos sull’èthos su cui da sempre insisteva Guardini. Ciò che egli voleva, chiosa Ratzinger, era sempre “un nuovo avanzamento verso l’essere stesso, la richiesta dell’essenziale che si trova nella verità”».

    Pertanto, – ringraziando Matteo Dellanoce per il suo intervento – io non credo che il card. Tettamanzi abbia ribaltato tale aspetto sapientemente sviluppato nella teologia guardiniana.
    Un sincero saluto
    Michelangelo N.

  3. Non capsico dove stà il problema: (Es 23,9) “Non opprimerai il forestiero: anche voi conoscete la vita del forestiero, perché siete stati forestieri nel paese d’Egitto.” Il Card. D. Tettamanzi è in buona fede!
    Sono d’accordo con Casini:”ma quello che non accetto è il doppiopesismo da parte di chi magari difende il crocifisso per poi spaccarlo in testa agli immigrati o insulta il cardinale di Milano in modo vergognoso”.
    Questioni solo politiche quelle del carroccio e neanche morali o teologiche.

  4. E perdipiù lo stesso Gesù ha fatto esperienza extracomunitaria, come registrano i Vangeli, durante la fuga in Egitto! Grazie Alessandro per il tuo contributo.
    Michelangelo N.

  5. caro michelangelo, non sono affatto d accordo con te: tettamanzi ha ribaltato, eccome, logos con ethos, continuamente, con sfrenato rancore verso i suoi concittadini – egli ha diviso il gregge – non lo ha unito! Merita lo stigma Della Lega – con le sue obiezioni rudi ma efficaci, soprattutto aderenti alla realtà lombarda – merita lo stigma della Chiesa! mai sentito Papa Benedetto, dire quel che lui ha detto, di intera città! se questo non significa disperdere il gregge?! Mi stupisco che tu, michelangelo, dopo una così attenta disamina, pensi che tettamanzi, non abbia violato: un solo gregge, un solo pastore – perchè sta in questo l errore! ripeto sta solo in questo! “sembra” ti sia sfuggito proprio questo! Prova un po” a raccordare la tua elegante e corretta analisi, alla realtà che i cittadini lombardi vivono, vedrai che tettamanzi si è meritato quel che si è detto di lui. Credo che nel cristianesimo non si debba mediare a tutti i costi, cara Michelangelo!

  6. Carissimo, certamente un’altra persona avrebbe potuto dire le stesse cose in modo diverso da quelle di Tettamnzi, usando parole un pò più moderate. Questo però non cambierebbe la preoccupazione riguardante l’estremo spirito xenofobo che ultimamente si respira in Italia.

  7. tettamanzi ha un dovere preciso verso la Verità! deve attribuire ogni sua parola ad un contesto preciso! Non fare un generico, pregidiziale comizio! Che concorre a concepire gran parte della nostra gente, xenofoba. Parla in astratto, ideologicamente, questo non va bene! Se non riesce a comprendere la disperazione dei molti lombardi, soggetti a soprusi e angherie, se non riesce a riconoscere i contenuti realistici di questo malessere e curarne le ferite, taccia. DEVE SAPER CURARE LE FERITE DEGLI UNI E DEGLI ALTRI. Benedetto lo sa fare, se a lui non riesce, bene fanno parte dei lombardi, a non seguire più il “loro” pastore. SE NON SA CURARE GLI UNI E GLI ALTRI, SI DIMETTA.

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