Aborto negli States. Poca prevenzione ma molto businnes

gravidanzaGuarda il feto, mentre viene ferocemente aspirato dal ventre materno, durante l’esecuzione di un aborto e si converte! E’ accaduto negli Stati Uniti a Abby Johnson, ex direttrice di un centro abortista, che ha deciso di lasciare la direzione del centro della Planned Parenthood in Texsas per unirsi al gruppo Coalition for Life (Coalizione per la Vita). L’episodio di Abby Johnson non è un caso isolato. Altri sette lavoratori, infatti, in servizio presso diverse cliniche abortiste hanno deciso, proprio in queste ultime settimane, di mollare tutto e di cambiare vita salvando, così, 542 vite umane.

David Bereit, direttore nazionale di 40 Giorni per la Vita, ai microfoni di Zenit ha osservato: ‘Dalla prima campagna nel 2004 abbiamo pregato per Abby – e per tutti coloro che lavorano nel settore dell’aborto – perché potesse arrivare a vedere che cos’è realmente l’aborto e abbandonasse questo affare di morte’.

Abby Johnson – impegnata in questi giorni a rispondere alle inevitabili e innumerevoli interviste – racconta la propria esperienza e la scelta di abbandonare quel tipo di lavoro parlando esplicitamente di ‘conversione spirituale’ definitiva.

‘Negli ultimi mesi – ha dichiarato Abby Johnson –, avevo visto un cambiamento nelle motivazioni dell’impatto finanziario degli aborti e sono arrivata davvero al punto di rottura dopo aver assistito a un aborto concreto attraverso gli ultrasuoni’; e ancora: ‘Ho pensato soltanto -Non posso più farlo- ed è stato come un flash che mi ha colpito’.

Indipendentemente dalla posizione pro o anti abortista, si tratta di rivendicare la natura complessa dell’argomento e profonda per ogni cittadina o cittadino, senza cadere nella filosofia del business.

La Johnson denuncia, infatti, molte operazioni di marketing illeciti; i suoi superiori le chiedevano, spesso, di incrementare il numero degli aborti realizzati per aumentare i profitti. ‘In ogni riunione si diceva che non c’era abbastanza denaro e che bisognava aumentare gli aborti – rivela Abby Johnson –. E’ un affare molto lucrativo e per questo vogliono aumentare i numeri. Il denaro non era speso per la prevenzione ma per gli aborti’.

Nel centro abortista dove lavorava Abby Johnson gli aborti potevano essere praticati solo due giorni al mese, ma la presenza quotidiana di un medico poteva garantire più di 40 aborti al giorno!

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